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Italia, cresce l’interesse degli investitori stranieri per l’immobiliare

mag 25, 2017 | admin_apollo | News | No Comments

Gli acquirenti esteri tornano a puntare sull’Italia: in particolare è Milano ad attrarre l’attenzione di potenziali investitori, come evidenziano i dati elaborati da Rics (Royal Institution of Chartered Surveyors) per l’ultimo Global Commercial Property Monitor. Lo studio, relativo al primo trimestre 2017, si basa su un campione rappresentativo composto da operatori qualificati provenienti da circa 1.700 aziende del settore. Ne emerge un quadro complessivamente positivo per il mercato italiano sia sul fronte degli investimenti che su quello degli occupier. La crescita di interesse riguarda tutti i settori: l’aumento di domanda più significativo si riscontra nei comparti degli immobili ad uso ufficio e retail, mentre restano piuttosto moderate le richieste per spazi industriali.

È Milano a registrare le aspettative più alte da parte di investitori e occupier: settima nella top ten mondiale e sesta in quella europea, il Global Commercial Property Monitor segnala per i prossimi 12 mesi un livello di interesse crescente per tutte le location prime. Roma invece, ventottesima nella classifica globale, è dietro a città come Zagabria, Bucarest e Atene: secondo gli intervistati resta comunque in linea con la media italiana per capital value.

Ampliando ulteriormente il focus, in generale l’Italia colleziona valutazioni positive: il 71% di queste rientra tra “very cheap” (estremamente a buon mercato) e “fair value” (prezzo equo). Va peggio al Giappone, considerato “expensive” (costoso) dal 90% del campione, e alla Svizzera (80%). A influire sul dato, spiega il Presidente di Rics Italia Daniele Levi Formiggini, è in parte anche la politica monetaria espansiva della Banca centrale europea che ha aperto a una maggiore disponibilità di credito.  Ne hanno giovato diversi Paesi: tra questi la Spagna, trainata da Madrid, che segna le aspettative migliori nell’ambito degli investimenti. Seguono Ungheria, Repubblica Ceca, Germania e Irlanda. In 22 dei 32 Paesi coinvolti dallo studio cresce inoltre l’Occupier Sentiment Index (l’indice di attese sul livello di occupazione): Madrid, Budapest, Dublino, Monaco, Berlino e Lisbona registrano le performance più efficaci.

Importante sottolineare infine che, stando al report, Amsterdam e Dublino saranno potenzialmente le città europee a trarre più benefici dalla Brexit: lì sembrano concentrarsi le attenzioni delle aziende che intendono lasciare il Regno Unito dopo l’uscita dall’Unione Europea. In quest’ottica le previsioni inerenti al mercato italiano sono piuttosto tiepide.

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